Santa Sede: diplomazia per la pace in ascolto di stranieri, poveri e sofferenti

Santa Sede: diplomazia per la pace in ascolto di stranieri, poveri e sofferenti

L’ Osservatore Permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite: “fondarsi sull’idea della comunità internazionale come ‘famiglia di nazioni’ impegnata a perseguire il bene di tutti

E’ con il riferimento al discorso di quest’anno di Papa Francesco al Corpo Diplomatico, che mons. Bernardito Auza, Osservatore Permanente della Santa Sede all’ONU, ha esposto i quattro punti rintracciati dal Pontefice che delineano scopo, caratteristiche e responsabilità della diplomazia multilaterale nel contesto contemporaneo. L’occasione è stata la Riunione Plenaria di alto livello dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York per la Giornata internazionale del multilateralismo e della diplomazia per la pace.

Il primato della giustizia e del diritto
“Perseguire interessi nazionali individuali senza ricorrere agli strumenti previsti dal diritto internazionale”, ha detto mons. Auza, è “il risultato della reazione dei capi di governo al crescente disagio dei cittadini, che percepiscono le procedure e le regole che governano la comunità internazionale, lontane dalle proprie esigenze concrete”. Per quanto possano raccogliere consenso, le soluzioni “reattive, emotive e affrettate” non risolvono i problemi ma “rischiano piuttosto di aggravarle”.

“ Una rinnovata comprensione del multilateralismo deve fondarsi sull’idea della comunità internazionale come “famiglia di nazioni” impegnata a perseguire il bene di tutti. Esso richiede l’esercizio della solidarietà da parte dei governi, delle organizzazioni internazionali e di tutti gli uomini e le donne ”

La difesa dei più vulnerabili
Ricordando che la comunità internazionale ha “la missione di ascoltare le grida di chi è in difficoltà”, il nunzio ha sottolineato che la diplomazia per la pace “non deve temere di incontrare” e “di ascoltare ciò che hanno da dire” gli stranieri, i poveri e i sofferenti.

Multilateralismo e Diplomazia
“La pace è una sfida” in quanto comporta “una conversione del cuore e dell’anima”, ha detto mons. Auza facendo riferimento all’invito della diplomazia multilaterale: “rimanere concentrati sul nostro destino comune e sui mezzi adeguati per realizzarlo” che non sono nè la forza militare nè le intimidazioni reciproche, ma “un’etica della solidarietà”, “riscoprendo la grandezza del dono del mondo che abbiamo ricevuto e la nostra responsabilità individuale e condivisa come amministratori, cittadini e costruttori del suo futuro”.

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Fonte: Vatican News

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