Stati Generali, Cisl e Acli: sì al calo delle tasse e alla tutela dell’ambiente

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Le due organizzazioni, ricevute dal governo italiano Villa Pamphili, chiedono un progetto innovativo di lungo termine che tuteli il welfare e l’occupazione. Fondamentale la collaborazione dei corpi sociali per rilanciare il Paese

Taglio delle tasse e transizione ecologica. Sono due dei punti affrontati dal premier Conte agli Stati Generali che si sono chiusi ieri sera a Villa Pamphili a Roma. Tra le ipotesi il taglio dell’Iva, la riduzione del cuneo fiscale, e soprattutto una “modernizzazione del Paese, una robusta transizione ecologica, e un’Italia più inclusiva”, così ha detto il capo del governo. Punti su cui concordano Cisl e Acli che però chiedono all’esecutivo di agire già nei prossimi giorni per dare un segnale al Paese. Il lavoro è in una fase d’emergenza: basta dire che ad aprile, mese del lockdown, gli occupati sono calati di 274 mila unità e il Pil quest’anno potrebbe calare anche del 10%.

La Cisl: ambiente e sicurezza facce della stessa medaglia
Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl, afferma che da anni il sindacato rivendica “la necessità di una riforma fiscale complessiva, caratterizzata dal segno dell’equità, della progressività. Dunque, una riforma che alleggerisca il peso della pressione fiscale sui redditi da lavoro dipendente, per i pensionati, per le famiglie e anche per le imprese, soprattutto quelle che investono in ricerca e che non licenziano le persone”.

Per Sbarra bisogna puntare sul Sud, pensando anche a una fiscalità di sviluppo. E poi è necessario davvero agevolare una transizione ecologica. “Dobbiamo tenere assieme tutela dell’ambiente e sviluppo industriale per uno sviluppo sostenibile che affronti questa fase di transizione digitale, ecologica, ambientale, ed energetica – dice Sbarra- . Bisogna attivare investimenti per rilanciare la crescita e lo sviluppo in una dimensione ambientalmente sostenibile. E questo perché produzione e lavoro, ambiente e sicurezza sono facce della stessa medaglia”.

Le Acli: servono riforme coraggiose
Anche le Acli hanno fatto parte delle organizzazioni ascoltate agli Stati Generali in questi giorni a Roma. Per il presidente Roberto Rossini, “serve cambiare il modello di sviluppo economico, cercandone uno che sia più inclusivo e più sostenibile. Questo attraverso alcune riforme coraggiose. La prima riguarda la formazione professionale, che è lo strumento attraverso il quale la formazione può incontrare il mondo del lavoro. Oggi ci sembra decisivo un provvedimento per creare un’infrastruttura che consenta agli adolescenti, ai giovani, agli adulti, soprattutto quelli che hanno perso il lavoro, di essere reindirizzati per avere nuove competenze e trovare un nuova occupazione”.

Dare più valore ai soggetti sociali
Ma per le Acli è anche urgente progettare il welfare del futuro. “Dunque – dice Rossini – è vitale una riforma della previdenza. Dobbiamo creare degli strumenti affinché tutti possano avere una pensione o gli strumenti compensativi in una situazione di difficoltà. Ed ancora, c’è il tema del fisco, della necessità di una nuova riforma. Il tutto lo abbiamo collegato all’importanza del ruolo degli enti di promozione sociale, agli enti del Terzo Settore, alla cooperazione civile e sociale. Riteniamo che questo sia uno strumento affinché le classi, anche quelle più popolari, possano trovare il lavoro, possano reinventarsi e si possa così contribuire allo sviluppo nazionale. Noi crediamo che il presupposto per una buona economia sia valorizzare i soggetti sociali”.

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Fonte: Vatican News

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