Sudafrica, il mese delle donne sempre più attive nella Chiesa

Sudafrica, il mese delle donne sempre più attive nella Chiesa

L’occasione è il ricordo della marcia del 1956, il 9 agosto, quando donne coraggiose sfilarono per lottare contro l’apartheid. Quest’anno il mese speciale è dedicato proprio a diritti e parità uomo – donna. La Chiesa sudafricana esprime il suo auspicio in merito con le parole di monsignor Victor Phalana, vescovo di Klerksdorp

Promuovere una maggiore presenza femminile nei ruoli apicali nella Chiesa sudafricana, anche offrendo alle donne più opportunità di accesso agli studi teologici. Questo il forte aupicio espresso da monsignor Victor Phalana, vescovo di Klerksdorp in un video-messaggio per il corrente “Mese delle donne”.

Il coraggio delle donne
Il mese speciale viene celebrato in queste settimane in Sudafrica per rendere omaggio alle oltre 20mila giovani che il 9 agosto 1956, in pieno regime Apartheid, marciarono in massa, a Pretoria, contro l’obbligo del “lasciapassare” previsto per i cittadini di colore e quest’anno è dedicato al tema dell’ uguaglianza di genere a della parità dei diritti delle donne. Un obiettivo per il quale la Chiesa sudafricana deve fare ancora tanto, considerato il ruolo vitale da esse svolto al servizio delle comunità e del clero nelle parrocchie e negli organismi ecclesiastici. Per questo – ha sottolineato monsignor Phalana citato dall’agenzia Aciafrica – occorre incoraggiare l’accesso delle donne alla formazione superiore, in particolare nel campo teologico, giuridico e degli studi biblici.

Inclusione nel cuore della Chiesa
Secondo il vescovo di Klerksdorp, altri Paesi africani sono più avanti in questo ambito. “Abbiamo ancora molto lavoro da fare ed è forse giunto il momento che la Chiesa in Sud Africa istituisca borse speciali per donne e ragazze che vogliono proseguire questi studi in modo che possano diventare un’ulteriore risorsa per la Chiesa sudafricana. Dobbiamo fare in modo che esse siano incluse nel cuore della Chiesa perché la sua vita morale, accademica e pastorale possa beneficiare della riflessione umana nella sua pienezza, quella maschile e quella femminile” ha aggiunto il presule.

Monsignor Phalana ha citato l’esempio della sua diocesi dove tante donne svolgono compiti importanti come quello di catechiste, ministranti durante le liturgie e dove il Consiglio pastorale diocesano è diretto da una donna. Esse sono anche una componente importante del Consiglio diocesano per i laici e di altri organismi consultivi: “Quando devo prendere decisioni importanti mi consulto con questi organismi. Le nostre consultazioni sono molto costruttive e servono a definire la direzione e l’orientamento della nostra diocesi”, ha detto il vescovo esprimendo grande apprezzamento per “la dedizione, generosità e i sacrifici” delle donne nella Chiesa.

Secondo monsignor Phalana, l’inclusione delle donne in posizioni di responsabilità non indebolisce la missione della Chiesa, anzi: “La nostra diocesi sarebbe più povera senza la loro esperienza”, ha evidenziato, ricordando che negli ultimi dieci anni anche in Vaticano numerose donne sono state nominate in diversi Dicasteri e dipartimenti della Santa Sede.

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Fonte: Vatican News

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