Ue: presentato nuovo piano sui migranti

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Il piano europeo di ricollocamento degli immigrati è stato presentato stamani dalla presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen. Il programma, che andrà a sostituire il Trattato di Dublino, si è reso necessario dopo l’incendio del campo di Moria, nell’isola greca di Lesbo, che ospitava oltre 12 mila richiedenti asilo

Responsabilità e solidarietà. Questi i cardini sui quali costruire il nuovo patto per la migrazione, presentato stamani nelle linee generali da Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Europea. Servirà a ricostruire la fiducia tra Stati membri e cittadini europei, ha detto. Con il programma per migranti e richiedenti asilo, ha sottolineato la responsabile della Commissione, l’Europa volta pagina su una gestione, sinora basata sul Trattato di Dublino, ma che oggi non funziona più. L’immigrazione è un fenomeno sempre esistito, ma oggi è molto complesso, prende atto Ursula Von der Leyen, e ha bisogno di un approccio diverso, basato sul coinvolgimento di tutti i Paesi membri sia per i ricollocamenti, che per i rimpatri.

Condivisione, un accordo entro il 2020

Le regole per la determinazione dello Stato membro competente per una domanda di asilo dovrebbe far parte, dunque, di un quadro comune e offrire più strumenti flessibili per aiutare gli Stati membri ad affrontare le sfide maggiori. E’ urgente, questo l’auspicio della Von der Leyen, un accordo politico sui principi chiave da concludere entro quest’anno. Vanno abbandonate le soluzioni ad hoc, ha detto ancora, che devono lasciare il passo ad un sistema di gestione delle migrazioni ben organizzato ed affidabile.

Collaborazione con i Paesi di provenienza

L’Unione Europea, nel nuovo patto sull’immigrazione cercherà di promuovere partenariati su misura e reciprocamente vantaggiosi con i Paesi terzi. Questi aiuteranno ad affrontare sfide condivise come il traffico di migranti, a sviluppare percorsi legali e affronteranno l’efficace attuazione degli accordi e delle disposizioni di riammissione. L’Unione Europea e i suoi Stati membri agiranno, dunque, in unità utilizzando un’ampia gamma di strumenti per sostenere la cooperazione con i Paesi terzi in materia di riammissione. Sinora il Trattato di Dublino prevedeva che fosse il Paese di primo sbarco ad assegnare la qualifica di richiedente asilo del migrante.

Scelta tra accoglienza o rimpatri
Tra i punti controversi del piano annunciato dalla Von der Leyen, l’obbligatorietà da parte dei Paesi membri di accettare il collocamento pro quota dei migranti accolti. Le Nazioni, che rifiuteranno di accogliere i migranti, dovranno accollarsi il rimpatrio di coloro che non otterranno la qualifica di richiedenti asilo. L’obiettivo del nuovo Patto per le migrazioni è quello di non far gravare tutto il peso degli arrivi sui Paesi di primo ingresso e innescare meccanismi di solidarietà. Un punto, questo, che ha già suscitato l’opposizione dell’Austria, che ha già fatto sapere di non condividere la politica dei ricollocamenti. Immediata la risposta della Francia, che si appella ad una maggiore solidarietà europea, per alleggerire il peso sui Paesi di primo ingresso, come Italia e Grecia.

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Fonte: Vatican News

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