Usa-Iran: Trump annulla il raid e chiede riunione Onu

Usa-Iran: Trump annulla il raid e chiede riunione Onu
La Casa Bianca ha bloccato l’intervento militare dieci minuti prima dell’inizio. Ora Washington vuole che si apra un tavolo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite

A porte chiuse. Così dovrà riunirsi per gli Stati Uniti il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite tra 48 ore. Sul tavolo la questione iraniana, che è stata senza dubbio il tema della settimana. Doveva essere per la Casa Bianca quella in cui parlare soprattutto della ricandidatura di Trump per le elezioni del 2020, invece il Presidente americano ha prima ordinato e poi annullato un attacco militare verso l’Iran, reo di aver abbattuto un drone Usa.

A dieci minuti dalla guerra
“Sarebbe stato sproporzionato”. Così il Presidente Trump ha spiegato il perché del no al raid aereo sull’Iran “che – ha detto – avrebbe ucciso 150 persone”. Uno stop arrivato a soli dieci minuti dall’inizio delle operazioni. “Le sanzioni funzionano – ha aggiunto Trump – e ne sono state varate altre la notte scorsa. L’Iran non deve poter avere armi nucleari”. Di “catastrofe” in caso di guerra Usa-Iran ha parlato intanto il Cremlino con il presidente russo, Putin, mentre la Cina ha ribadito il suo invito affinché le parti lavorino per allentare le tensioni. Teheran dal canto suo ha pubblicato il video del drone abbattuto, evidenziando come avesse violato lo spazio aereo iraniano, mostrandosi impegnato in “evidenti operazioni di spionaggio”. Molte compagnie aeree mondiali hanno già deciso di modificare le proprie rotte: da Lufthansa a Klm, fino ad Alitalia.

Le sanzioni all’Iran
Le tensioni tra Stati Uniti ed Iran sono esplose nel maggio del 2018, quando gli Usa annunciarono unilateralmente la loro uscita dall’accordo internazionale sul nucleare iraniano, rilanciando le sanzioni economiche contro il Paese mediorientale. L’accordo è quello del luglio 2015, firmato a Vienna da Iran, Unione Europea e dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Cina, Francia, Russia, Stati Uniti e Regno Unito). Nell’ultimo anno i toni si sono fatti sempre più accesi, trovando il momento culminante la scorsa settimana nell’attacco alle petroliere colpite al largo dell’Oman, di cui per Washington è responsabile Teheran. Poi l’escalation di ieri, con il raid annullato un attimo prima del via, a brevissima distanza dall’abbattimento iraniano di un drone americano.

“Trump aveva promesso la fine di guerre infinite”
“Una nuova guerra in Medio Oriente significherebbe per Trump la mancata promessa di quanto detto tre anni fa in campagna elettorale”. Lo afferma Germano Dottori, docente di Studi Strategici alla Luiss, nell’intervista a Radio Vaticana Italia. Per Dottori, dunque, la Casa Bianca da un lato sa che in vista delle elezioni del 2020 potrebbe pagare caro un nuovo conflitto, dall’altro però la strategia di Trump implica una politica verso l’Iran differente rispetto a quella della presidenza Obama.

Non scordatevi di fare clic su “MI PIACE” nella nostra pagina Facebook e di seguirci su Facebook per ricevere tutte le notizie, immagini, video e informazioni sempre aggiornate su Papa Francesco.

Fonte: Vatican News

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *