Vescovi del Congo: luci e ombre nella situazione del Paese

Vescovi del Congo: luci e ombre nella situazione del Paese
Al termine dei lavori della 56.ma Assemblea plenaria, in un messaggio i presuli giudicano positivamente i primi atti politici a sei mesi dal voto, ma lamentano il persistere della corruzione in ogni ambito, i ritardi nell’organizzazione delle elezioni locali, il fallimento dell’economia nazionale che sta causando una grave insicurezza alimentare

La Conferenza episcopale della Repubblica Democratica del Congo (Cenco) saluta il cambiamento ai vertici dello Stato frutto delle elezioni del 30 dicembre 2018, ma chiedono una svolta etica per risolvere i perduranti problemi del Paese.

Segni di discontinuità con il vecchio sistema di governo
Nel “Messaggio al popolo di Dio” pubblicato al termine della loro 56.ma assemblea plenaria ordinaria, svoltasi nei giorni scorsi a Kinshasa, i vescovi congolesi, riconoscono che nonostante le polemiche seguite al voto, “la gente parla di una vera rottura con il vecchio sistema di governo”. “È in questa prospettiva – affermano – che vanno salutati i primi atti del nuovo Presidente della Repubblica, tra cui l’apertura dello spazio politico e mediatico, il rilascio di prigionieri politici, il ritorno nel Paese degli esiliati politici” afferma il documento ripreso dall’agenzia Fides.

Ancora diffusa la piaga della corruzione
A fronte di questi segnali positivi, persistono i gravi problemi del Paese. I presuli lamentano in particolare la corruzione diffusa in ogni ambito, persino in quello scolastico dove viene denunciata la compravendita dei diplomi, i ritardi nell’organizzazione delle elezioni locali, il fallimento dell’economia, che vede numerose famiglie nell’indigenza e “migliaia di persone, tra cui un numero impressionante di bambini, vivere in un grave insicurezza alimentare, in un Paese fertile, ricco di abbondanti risorse naturali”.

Rischio balcanizzazione a est, colpito anche da una nuova epidemia di Ebola
La Cenco denuncia inoltre l’insicurezza nell’Est del Paese, per le violenze perpetrate da diversi gruppi armati, alcuni dei quali di origine straniera; “È inaccettabile che gruppi armati stranieri si installino, si addestrino e commettano crimini nella RDC, senza attaccare i loro Paesi di origine contro i quali si suppone si ribellino. Le persone hanno la sensazione di essere abbandonate. Tutto fa pensare che continua il piano di destabilizzazione e di balcanizzazione del Paese, orchestrato esternamente con la complicità di alcuni dei nostri compatrioti”, affermano i presuli che condannano gli attacchi contro i centri sanitari che curano le persone colpite dall’epidemia di Ebola, che in 10 mesi ha fatto 1.500 vittime nel nord-est.

Necessario forte cambiamento etico alla luce del Vangelo
Il messaggio conclude auspicando un forte cambiamento etico alla luce del Vangelo, a livello personale, sociale e politico, per imprimere una vera svolta nella gestione del Paese.

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Fonte: Vatican News

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