Vescovi del Venezuela: il Paese chiede un cambio di rotta

Vescovi del Venezuela: il Paese chiede un cambio di rotta

“È urgente che in Venezuela sia consentito l’ingresso e la distribuzione massiccia di aiuti alimentari e medicinali, con la partecipazione e la supervisione internazionale, e che siano superati gli interessi di parte e il flagello della corruzione”: lo hanno chiesto i vescovi venezuelani nell’Esortazione pastorale al termine della 112.esima Assemblea plenaria. I presuli ribadiscono che il Paese deve tornare alla costituzionalità con “l’elezione nel più breve tempo possibile di un nuovo presidente della Repubblica”

“Di fronte alla realtà di un governo illegittimo e fallimentare, il Venezuela invoca un cambiamento di rotta, un ritorno alla Costituzione”: lo ribadiscono con forza i vescovi venezuelani, al termine della 112.esima Assemblea plenaria. I presuli sottolineano nuovamente che il cambiamento di rotta del Paese “richiede l’uscita di coloro che esercitano illegittimamente il potere e l’elezione nel più breve tempo possibile di un nuovo Presidente della Repubblica”.

La drammatica situazione denunciata dall’Onu
I vescovi hanno innanzitutto fatto riferimento alla complessa e drammatica situazione politica, economica e sociale del Venezuela, che, come risulta dal recente rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani del 4 luglio 2019, tende a peggiorare ogni giorno. La relazione conclude, tra l’altro, che “ci sono ragionevoli motivi per ritenere che in Venezuela siano state commesse gravi violazioni dei diritti economici e sociali, compresi i diritti all’alimentazione e alla salute”.

I presuli citano alcuni paragrafi del rapporto, a dimostrazione che vi sono numerosi casi di “detenzioni arbitrarie, torture e maltrattamenti da parte delle agenzie statali e l’uso eccessivo della forza e morti causate nel contesto delle operazioni di sicurezza”. Tra gli esempi citati, le azioni delle agenzie governative che hanno portato alla morte del tenente comandante Rafael Acosta Arévalo e alla perdita della vista del giovane Rufo Chacón.

Il Paese rischia di perdere gran parte della popolazione
Inoltre, i vescovi fanno riferimento all’esodo “di oltre il 12% della popolazione venezuelana, spinto dalla situazione politica, dall’impoverimento della classe media e dal disprezzo dei poveri” e avvertono che “se la situazione economica e sociale continua a deteriorarsi, il Paese potrebbe perdere nei prossimi mesi una parte significativa della sua popolazione”.

La Conferenza episcopale venezuelana mette in guardia anche dal deterioramento morale della società, ma assicura, tuttavia, che i venezuelani continuano a puntare “su una convivenza plurale e pacifica dei cittadini, sulla giustizia, sulla libertà e sulla solidarietà, come stabilito dalla Costituzione”. I vescovi riaffermano anche la necessità di “una determinata promozione e difesa dei diritti umani e una denuncia permanente degli abusi e delle violazioni di tali diritti”, poiché “tutte le violazioni di tale dignità sono atrocità verso Dio”.

Basta alle menzogne come strumento di manipolazione
In questo senso i vescovi sottolineano la necessità di “promuovere l’educazione ai principi e ai valori, di estirpare le menzogne dalla vita sociale come strumento di manipolazione, la corruzione amministrativa e l’uso dei beni pubblici” e “costruire meccanismi adeguati per superare la violenza famigliare e sociale”.

Decisivo per la ripresa del Paese, secondo i presuli, è che chi si dedica all’esercizio della politica, o aspira a farlo, lo faccia come servizio, come “alta forma di carità”, che guarda al bene comune e non a interessi particolari.

Un cambiamento di rotta
“Di fronte alla realtà di un governo illegittimo e fallimentare”, scrivono ancora i vescovi, “il Venezuela chiede un cambiamento di rotta, un ritorno alla Costituzione. Questo cambiamento richiede l’uscita di coloro che esercitano illegittimamente il potere e l’elezione nel più breve tempo possibile di un nuovo Presidente della Repubblica. Affinché sia veramente libera e risponda alla volontà del popolo sovrano, questa elezione deve avere condizioni indispensabili come un nuovo Consiglio elettorale nazionale imparziale, l’aggiornamento delle liste elettorali, il voto dei venezuelani all’estero e la supervisione di organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite (ONU), l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) e l’Unione Europea, tra gli altri; così come la cessazione dell’attività dell’Assemblea nazionale costituente.

Accesso agli aiuti alimentari e medicinali
Di fronte all'”emergenza umanitaria”, dice la Conferenza episcopale venezualana, “è urgente che sia consentito l’ingresso e la distribuzione massiccia di aiuti alimentari e medicinali, con la partecipazione e la supervisione internazionale, e che siano superati gli interessi di parte e il flagello della corruzione”.

“I membri della Forza armata nazionale bolivariana, della polizia e delle procure, nell’adempimento dei loro doveri costituzionali, devono poi agire secondo giustizia e verità, e non al servizio della parzialità politica”, aggiungono.

Infine, prima della prossima Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi della Regione Pan-Amazzonica, i presuli esprimono il desiderio che “questa Assemblea sia un’occasione per promuovere l’evangelizzazione e la cura pastorale, per riflettere e valutare la protezione e la cura delle popolazioni indigene e dell’ambiente in un’ecologia integrale che garantisca le fonti di acqua e altre ricchezze naturali necessarie per il Paese”.

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Fonte: Vatican News

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