Viaggio in Africa, i frutti dell’abbraccio tra il Papa ed il popolo

Viaggio in Africa, i frutti dell’abbraccio tra il Papa ed il popolo
Il vescovo della diocesi malgascia di Farafangana e padre Faedi, esperto del Mozambico, tracciano il bilancio di una visita apostolica che sta già generando i primi, sorprendenti, risultati: amore, comprensione, dialogo

C’è un’immagine semplice ma efficace che sintetizza meglio di ogni altra il viaggio di Papa Francesco in Madagascar. La utilizza monsignor Gaetano Di Pierro, vescovo della diocesi di Farafangana, terra malgascia a sud del Paese africano: “Il popolo ha abbracciato il suo papà. Lo ha visto con i propri occhi, ha sentito dal vivo la sua voce. E’ stato bello osservare migliaia di figli stringersi attorno al loro padre”.

Monsignor Di Pierro sono più di quarant’anni che è missionario in Madagascar, ne conosce ogni sfumatura, ogni potenzialità, ogni contraddizione. Ed è per questo che sa bene quanto il potere politico locale sia stato soddisfatto di accogliere il Santo Padre: “I governanti malgasci hanno apprezzato immensamente la semplicità di Papa Francesco che è venuto per incoraggiarli nel loro compito: promuovere lo sviluppo integrale di tutti gli uomini. La politica si è arricchita anche del punto di vista della Chiesa”.

Il popolo malgascio si è sentito amato
Il papà che prende su di sé le preoccupazioni del popolo malgascio per confortarlo e spronarlo alla speranza lo si è visto con chiarezza anche nella visita ad Akamasoa, la ‘Città dell’Amicizia’, e durante la preghiera per i lavoratori ed i disoccupati nel cantiere di Mahatazana. “Nella Città dell’Amicizia Papa Francesco – dice monsignor Di Pierro – ha potuto rendersi conto del futuro del Madagascar: centinaia di bambini e giovani che sono stati salvati da situazioni drammatiche ed ora sono una vera risorsa per la nazione. E poi quella preghiera per chi ancora non ha lavoro o per chi lo ha ma guadagna solo 25 euro al mese, ha aperto il cuore, lo ha spalancato”. Ha fatto sentire il popolo amato, considerato.

Forte impatto anche tra i non cattolici
La visita del Papa in Madagascar ha avuto anche un impatto molto positivo sugli appartenenti alle altre confessioni religiose. Monsignor Di Pierro usa un’altra immagine forte per raccontarlo: “Il capo dei musulmani di tutto il Paese, proprio ad Akamasoa, ha abbracciato Papa Francesco e l’uno ha appoggiato la propria testa su quella dell’altro. Ognuno di loro ha comunicato all’altro l’amore che aveva dentro di sé”. Un fotogramma che spiega più di mille discorsi quanto il dialogo interreligioso, negli anni, sia progredito a passi da gigante.

Faedi: la visita in Mozambico già ha dato i suoi frutti di pace
La prima tappa del 31° viaggio apostolico in Africa di Papa Francesco era stata la visita in Mozambico. Padre Faedi, esperto del Paese ed ex amministratore apostolico di Tete, la diocesi mozambicana col più alto numero di cattolici, ci tiene a precisare però che “Mozambico, Madagascar e Mauritius sono da considerare tre tappe di un unico viaggio con un unico filo conduttore: la pace, la speranza, la riconciliazione”. E la pace, assicura, è un frutto che in Madagascar sta già maturando.

Ha colpito la presenza del Papa più delle parole
La gente del Mozambico sfidando la sua estrema povertà non è voluta mancare all’incontro col Pontefice. “Migliaia di persone sono giunte da ogni angolo del Paese. Per vederlo hanno speso tutti i loro risparmi e hanno passato anche quattro giorni e quattro notti in cammino” racconta padre Faedi, secondo il quale più delle parole del Pontefice ha colpito la sua presenza fisica, attesa spasmodicamente dal popolo “come se fosse un atto taumaturgico”.

Fin da subito risultati concreti
Tra i frutti che questa visita porterà – il rilancio della Chiesa in senso missionario, il miglioramento del dialogo interreligioso e il sostegno ai giovani e ai poveri – c’è da annoverare anche il rafforzamento della pace. Padre Faedi è convinto che questo già sia avvenuto durante i giorni di permanenza di Papa Francesco nel Paese: “Nell’incontro tra il governo e Papa Francesco, il presidente del Mozambico ha presentato al Pontefice i due capi dell’opposizione come per dire: siamo tutti qui, uniti per la pace. Nulla potrà più essere come prima”.

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Fonte: Vatican News

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