San Michele dei Santi, Trinitario scalzo

San Michele dei Santi, Trinitario scalzo

Michele nato in Vich, città vescovile di Catalogna, giunto all’uso perfetto di ragione, vieppiù infervorassi nel desiderio d’imitare la vita degli anacoreti.

Già partiva difilato per la vicina montagna, allorché richiamatone dal genitore, obbediente ritornò alla casa paterna, dove visse per qualche tempo in austera penitenza. Anelando, sempre allo stato religioso, abbandona in età di 12 anni quanto aveva di più diletto nel mondo e privo d’ogni umano soccorso s’avvia pedestre a Barcellona, dove, secondo l’ardente suo desiderio, è accolto nell’ordine della santissima Trinità della redenzione degli schiavi tra i padri Calzati.

Venuto in cognizione della riforma di quell’ordine, con le debite licenze si mutò a Pamplona, dove ricevé, in età di 16 anni, per mano del beato Giovanni Battista della Concezione riformatore, l’abito di trinitario scalzo. Ivi proseguì a vivere, come al solito, nella più gran mortificazione. Costretto da obbedienza, ricevette gli ordini superiori, e acceso sempre più da divino ardore, talmente si affezionò al buon Gesù da gustarne i più salutari conforti nelle angustie della vita. Sostenne con fermezza e probità il carico di superiore del convento di Valladolid, dove morì il 10 aprile del 1625, in età di anni 33. Venne beatificato da Pio VI il 2 maggio del 1779.

Riflessione. Ammiriamo nella vita di san Michele l’efficacia dell’amor divino. Imitiamone le virtù, il desiderio della perfezione, la carità verso del prossimo. Che mai pretendeva il Nostro nell’esercizio di tante virtù, fuorché di salvar l’anima, ch’è appunto quello a cui noi tutti dobbiamo aspirare? Ma per raggiungere tanto fine, gli è necessario che ancor noi seguiamo l’avvertimento che san Paolo dava a quei di Tessalonica. Vi preghiamo, dicea l’Apostolo, che sempre abbondiate in opere buone, che procuriate di vivere quieti per attendere al gran negozio della vostra salute, che lavoriate e non istiate oziosi, che vi comportiate bene co’ vostri fratelli e non desideriate alcuna cosa temporale.

“Il cielo e la terra e tutte le creature attestano che vi dobbiamo amore, o buon Dio.” S. Agostino.

Fonte: Michele Sartorio, Il piccolo leggendario ovvero vite de’ Santi, Milano, Paolo Ripamonti Carpano, editore, 1847

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